Un pomeriggio primaverile e soleggiato può essere ben speso, per chi abita a Milano, in un piacevole giro, in buona parte a piedi, che coniuga bellezze artistiche, storia e natura. Con la linea gialla della metropolitana siamo scesi al capolinea di San Donato Milanese; da qui, dopo una passeggiata di circa un quarto d’ora lungo il viale alberato – via Caviaga – che costeggia il vasto Parco Enrico Mattei, siamo arrivati alla grande piazza dominata dalla chiesa di Santa Barbara, da cui prende il nome. L’edificio, costruito nel 1954 per Metanopoli su commissione di Mattei, è un pregevole esempio di architettura religiosa, dovuta al progetto dell’architetto Mario Bacciocchi. La facciata a capanna con i colori del Rinascimento fiorentino, il campanile laterale alto e stretto, il portone centrale in bronzo di Arnaldo e Giò Pomodoro sono già ammirevoli: l’interno stupisce per l’ampiezza della navata, che presenta un bel soffitto a pannelli dipinti di Andrea Cascella e uno stupendo, grandissimo mosaico absidale, la Crocifissione di Fiorenzo Tomea, ben illuminato dal lucernario, nonché diverse opere d’arte quali la Via Crucis di Pericle Fazzini e le pale di Bruno Cassinari. Santa Barbara è considerata la patrona dei minatori, e il nome fu scelto in quanto legato alle attività minerarie dell’ENI. In questa chiesa, la mattina del 29 ottobre 1962, fu dato l’ultimo saluto al suo presidente Enrico Mattei, insieme al pilota Irnerio Bertuzzi e all’americano William MacHale, periti nell’attentato di due giorni prima al Morane Saulnier -decollato da Catania – su cui volavano; le salme furono poi traslate a Roma per i funerali di Stato. Mattei, infine, fu sepolto nella tomba di famiglia del cimitero di Matelica. Come scrisse all’epoca la Gazette de Lausanne, Mattei “non era soltanto un grande capitano d’industria, ma anche un uomo simpatico ed integro; un uomo che è riuscito nel suo compito”; pertanto, si conserverà di lui “un ricordo incancellabile”.
Proseguendo, con una camminata di una ventina di minuti si raggiunge, in fondo a via Cesare Battisti, la piazza delle Arti; qui si trova la Cascina Roma, restaurata trent’anni fa e trasformata in un attivo centro culturale. L’ingresso è gratuito e vi si possono ammirare mostre fotografiche, consultare libri e riviste in una bella emeroteca, ascoltare concerti o partecipare ad eventi. Il nome trae origine dai proprietari di quello che fu un antico palazzetto nobiliare, gli Orsini, che provenivano da Roma. Il restauro ha conservato soffitti in legno e qualche affresco. Il luogo ha anche una notevole importanza storica: fu il quartier generale del maresciallo Radetzky nel 1848 e qui, la sera 4 agosto di quell’anno, dopo la sconfitta subìta da Carlo Alberto nella battaglia di Milano – Prima Guerra d’Indipendenza – di quello stesso giorno, si svolse una riunione con un’ambasceria sabauda, al termine della quale si stipulò una Convenzione pre-armistizio tra austriaci e piemontesi. Il vero armistizio fu poi firmato cinque giorni dopo, a Vigevano, dai generali Carlo Canera di Salasco e Von Hess (Armistizio di Salasco).
Lasciata Cascina Roma, si torna indietro per un tratto, portandosi sulla via Emilia e seguendo una strada che consente di oltrepassare la ferrovia e l’A1, tramite sottopassi (meglio seguire le indicazioni del navigatore satellitare, mancando la segnaletica per percorsi pedonali o ciclabili). Questa parte della passeggiata è più impegnativa e richiede almeno un’ora: la meta è la meravigliosa Abbazia di Chiaravalle, che si raggiunge camminando tra prati e pioppi, in un bel paesaggio campestre del Parco agricolo Sud Milano. Del XII secolo, questa affascinante abbazia cistercense è uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia: la sua descrizione merita diverse pagine e certo non un semplice articolo! Anche un frettoloso visitatore del complesso monastico non può non ammirare il coro ligneo del ‘600, gli affreschi trecenteschi, le cappelle, il chiostro, la torre detta “Ciribiciaccola”. Una sosta rinfrescante è possibile in uno spazio all’aperto gestito da un piccolo bar, oppure al “Ristoro dell’Abbazia”, dove si possono acquistare anche marmellate, amari, biscotti, saponi o profumi con il logo di Chiaravalle. Il ritorno verso Milano si può svolgere sempre a piedi attraverso il parco della Vettabbia, in mezzo al verde (in alternativa: autobus 77 direzione Corvetto, la fermata è a pochi metri dall’ingresso all’Abbazia). Il percorso a piedi, di poco più di un’ora, porta appunto nei pressi di piazzale Corvetto, dove si può riprendere l’M3.
La passeggiata può anche prevedere l’inversione delle tappe (Abbazia di Chiaravalle – Cascina Roma – Chiesa di Santa Barbara), con l’andata a piedi e il ritorno in metropolitana dalla stazione di San Donato Milanese.




