Una mostra di grande valore espressivo quella organizzata al Castello di Novara, dedicata a Boldini e De Nittis, ma anche a una moltitudine di altri artisti italiani che hanno trovato ispirazione in un periodo storico di grande fermento pittorico, come quello della Belle Époque, frangente artistico luminoso che ebbe maggiore fioritura nella Parigi del secondo Ottocento. Oltre ai numerosi dipinti del ferrarese Giovanni Boldini e del barlettano Giuseppe De Nittis, che hanno il maggior numero di opere esposte, nella mostra trovano ampia esposizione anche lavori del livornese Vittorio Matteo Corcos, del romano Antonio Mancini, del veneziano Federico Zandomeneghi e di altri validi pittori come Campriani, Pittara, Michetti, Signorini, Tofano e altri ancora. Numerosi ritratti, soprattutto femminili, sono accomunati da colorazioni estroverse e ricche di contrasti. La particolare ricchezza tecnico-espressiva, molto particolareggiata anche nelle celebri “miniature” del pittore ferrarese, è a dimostrazione di una scuola pittorica particolarmente evoluta, molto debitrice degli alti insegnamenti dei grandi del passato. La presenza a Parigi dei maggiori artisti italiani, il rapporto con le gallerie e con i commercianti dell’epoca, porteranno alla stabilizzazione in terra francese di molti nostri artisti, per una realizzazione di una cultura mitteleuropea che avrà ripercussioni anche nei nostri tempi. Dai numerosi scritti annessi ai dipinti riportiamo: “Nell’estate del 1867, in occasione dell’Esposizione Universale giunsero a Parigi due giovani talentuosi pittori italiani, entrambi poco più che ventenni quali Giovanni Boldini (1842-1931), ferrarese di origine, e Giuseppe De Nittis (1846- 1884), di Barletta.La città dove sceglieranno di trasferirsi subito li cattura con i suoi ritmi frenetici, le novità della cultura artistica contemporanea, la bellezza delle donne di cui si innamorano e che diventano protagoniste dei loro dipinti…”. L’importanza di questa mostra al Castello di Novara fino al 7 aprile è assai rilevante per la comprensione della pittura italiana di quel periodo inserita in un contesto più ampio, che valorizza un fondamentale momento storico dell’arte europea. Da non perdere.






