È in scena fino al 23 febbraio al Teatro Franco Parenti una delle opere più enigmatiche dello scrittore e drammaturgo inglese Harold Pinter (1930-2008) con la regia di Roberto Rustioni. “The Dumb Waiter”(1957), titolo originale tradotto come “Il calapranzi” , ossia il montavivande, è in realtà un gioco di parole, perché significa anche “Il cameriere stupido”. Pinter lo considerava un dramma politico, una sorta di metafora del potere, che incombe oscuramente su un’umanità asservita, paurosa, ignorante.
La trama è semplice: due sicari, Ben e Gus, chiusi in un sotterraneo in attesa di ordini da un non meglio identificato mandante dei loro numerosi omicidi, si trovano prima a discutere di assurde banalità, e poi a cercare di accontentare le surreali ordinazioni culinarie – giunte tramite il calapranzi – di un ignoto individuo che sembrerebbe lavorare in un ristorante al piano di sopra. Un colpo di scena finale chiude il breve lavoro (un atto unico della durata di un’ora). Il testo di Pinter vuole trasmettere agli spettatori una forma di ansia, di angoscia crescente, legata a uno spazio claustrofobico, inquietante, e al senso di spaesamento e di insicurezza manifestato soprattutto da Gus. Il giovane killer, pur ricordando senza alcun senso di colpa gli innumerevoli delitti commessi, pone a se stesso e a Ben mille domande senza risposta e, sempre più agitato, non riesce neppure a preparare due tazze di tè. La stanza diventa una strana prigione, dove il tempo trascorre in modo insensato, tanto da sfiorare la comicità, in attesa di comandi “dall’alto” che riguardino la prossima vittima (e non piatti di cucina greca o giapponese). Ebbene, il lavoro presentato al Parenti comunica sicuramente al pubblico il nonsense del testo, suscitando qualche risata, ma purtroppo genera anche parecchia noia e molte perplessità, in quanto non riesce a creare l’atmosfera adatta a cogliere le metafore, i doppi sensi, i significati nascosti che porterebbero all’interpretazione dell’opera più vicina al pensiero di Pinter. Peccato!
Applausi finali del pubblico a Dario Aita (Ben) e Giuseppe Scoditti (Gus).
Milano, 21 febbraio 2025 Anna Busca


“