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Il pianista Freddy Kempf alle “Serate Musicali” milanesi

Da oltre venticinque anni il pianista londinese Freddy Kempf è ospite di Serate Musicali in Conservatorio. Abbiamo scritto più volte che “il suo è un pianismo in cui l’elemento virtuosistico è sempre funzionale a una visione musicale libera, spesso fuori dagli schemi consolidati della storia dell’interpretazione, in una ricerca creativa personale”. Anche ieri sera, nel bellissimo e vario programma, Kempf ha voluto sottolineare, nella sua originale lettura, gli elementi più virtuosistici, sfruttando un’energia manuale frutto di uno studio approfondito evidente. A iniziare dalla rara e splendida Sonata n. 2 in si minore op. 61 di Dmitrij Šostakovič (1906-1975), tre movimenti del 1943 che mettono in luce sia il linguaggio caratteristico del grande compositore russo sia le qualità interpretative di Kempf, giocate su particolari accenti, un contrastato uso delle dinamiche e un’accelerazione dell’andatura nei movimenti che lo consentono. Splendida la sua lettura.

In contrasto con il primo brano, il romanticismo di Johannes Brahms (1833-1897) è emerso nei Sei pezzi per pianoforte op. 118. Un’interpretazione valida, lontana dalle esecuzioni dei grandi interpreti del passato, ma con momenti di particolare interesse, come nell’Intermezzo in la maggiore, probabilmente il brano più noto della serie.

Con Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij (1839-1881), ultimo brano in programma, si è raggiunto l’apice interpretativo della serata. Kempf, con la sua eccellente personalizzazione, ha saputo individuare particolarismi interessanti in ogni frangente della celebre passeggiata, mettendo in luce una visione sonora particolarmente “orchestrale”, con sonorità spesso dirompenti ma sempre funzionali all’idea complessiva. Non sono mancate situazioni di raffinato intimismo, con timbriche ricercate dai colori brillanti. Un’esecuzione di alto livello. Applausi fragorosi dal numeroso pubblico intervenuto e un eccellente bis concesso dal virtuoso: un celebre Moment Musicaux, l’Op. 16 n. 3 in si minore di Sergej Rachmaninov (1873-1943), eseguito “alla Kempf”, con contrasti accentuati di particolare rilevanza interpretativa. Ottimo concerto!

4 marzo 2025 Cesare Guzzardella

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