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“Il Pianoforte in Ateneo” all’Università Cattolica milanese con il pianista Roberto Plano

“Il Pianoforte in Ateneo”, la rassegna musicale dedicata al pianoforte, è tornata all’Università Cattolica del Sacro Cuore con il primo appuntamento della nuova stagione. Organizzatori delle serate musicali sono il prof. Enrico Reggiani, direttore dello Studium Musicale di Ateneo, e il Maestro Davide Cabassi, pianista-concertista e docente di Conservatorio. Ieri sera abbiamo ascoltato alla tastiera del prestigioso Shigeru Kawai il pianista varesotto Roberto Plano, interprete quarantaseienne conosciuto a livello internazionale, vincitore del Cleveland International Piano Competition e premiato in altri importanti concorsi internazionali come Van Cliburn, Honens, Valencia, Sendai e Géza Anda.

L’esecuzione dei brani è stata preceduta dalla presentazione dei concerti in rassegna da parte del direttore musicale Davide Cabassi, mentre il prof. Reggiani ha offerto un interessante intervento sui brani in programma. Si è passati poi alla musica. Il programma prevedeva: di Franz Schubert (1797-1828) – Johann Strauss (1825-1899): Kupelwieser Walzer; di Franz Schubert (1797-1828) i Tre Klavierstücke D. 946; di Federico Mompou (1893-1987) Impresiones Intimas; di Aaron Copland (1900-1990) – Leonard Bernstein (1918-1990) El Salón México (trascrizione pianistica di Bernstein).

Un programma particolarmente corposo e interessante che ha esaltato le eccellenti qualità interpretative di Plano. L’introduzione ai tre celebri Klavierstücke di Schubert con il Kupelwieser Walzer ha creato un flusso narrativo molto personale. Plano tende a enfatizzare con grande energia i lavori del musicista viennese, accentuando i contrasti dinamici e conferendo ampio respiro melodico-armonico all’esecuzione, che risulta coerente nella sua particolare personalizzazione. Di rilievo, per la profondità coloristica, i brani di rara esecuzione di Mompou, lavori dal gusto impressionistico resi con colori caldi ed espressivi dall’interprete. Senza soluzione di continuità, la trascrizione pianistica che Leonard Bernstein ha realizzato dell’opera orchestrale El Salón México di Copland. Gli elementi ritmici di questa avvincente composizione sono stati eseguiti con grande espressione e nitidezza coloristica da Plano. Applausi fragorosi meritatissimi e ben tre bis concessi dal pianista: una splendida interpretazione del noto brano di Fazıl Say (n. 1970), Black Earth, eseguita con timbriche calde e di suggestiva caratterizzazione. Un Intermezzo del compositore messicano Manuel Ponce (1882-1948). Per concludere, un Valzer in Si minore di Franz Schubert (1797-1828). Un concerto che ha lasciato il pubblico entusiasta, grazie a un’esecuzione di altissimo livello che ha saputo coniugare virtuosismo, sensibilità ed espressione.

14 marzo 2025 Cesare Guzzardella

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