Nel programma scelto dal direttore statunitense George Pehlivanian, alla guida de I Pomeriggi Musicali, abbiamo ascoltato due celebri capolavori del tardo romanticismo ottocentesco: il Concerto per violoncello e orchestra in Si minore op. 104 di Antonín Dvořák e la Sinfonia n. 4 in Fa minore op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Due pagine di grande impatto emotivo, spesso eseguite dalle orchestre milanesi. Il ventiduenne violoncellista romano Ettore Pagano, ormai presenza frequente a Milano, ha deciso di riproporre il celebre concerto di Dvořák, già eseguito nell’ottobre scorso con un’altra orchestra.

La sua interpretazione ha messo in luce un fraseggio avvincente e una grande padronanza espressiva nei tre movimenti (Allegro, Quasi improvvisando; Adagio ma non troppo e Allegro moderato, finale), ben inseriti nel ricco tessuto orchestrale. Pagano ha voluto offrire al termine del concerto due bis solistici, entrambi di autori contemporanei e con caratteri folcloristici distinti. Il primo era Gramata Čellam di Peteris Vasks.
Con l’imponente attacco dell’Andante sostenuto della Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, l’orchestra ha subito rivelato grande intensità espressiva. Pehlivanian ha saputo cogliere i giusti tempi con espressive sfumature dinamiche, per valorizzare le timbriche di questo capolavoro del 1877. Eccellente la prova degli strumentisti, sia nell’insieme orchestrale, sia nelle rispettive sezioni. Particolarmente suggestivo il terzo movimento (Scherzo. Pizzicato ostinato. Allegro), in cui il pizzicato degli archi trova nella parte centrale le sezioni dei legni e degli ottoni, entrambi impeccabili.

Un’interpretazione di grande qualità, accolta con meritati applausi. Replica sabato alle ore 17.00: un appuntamento da non perdere
7 marzo 2025 Cesare Guzzardella