giovedì, Aprile 3, 2025
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“LA BOMBA” al Museo del Fumetto di Milano

Una mostra davvero originale e molto interessante, che riesce ad unire in modo efficace arte, scienza, storia, disegno, cinema, fumetti, quella in corso, fino a domenica 18 febbraio, allo Spazio WOW –Museo del Fumetto (viale Campania 12, www.museowow.it ). Il museo – inaugurato nel 2011 – è già di per sè un luogo da visitare: un mondo colorato, quasi magico, con una biblioteca, una grande sala per incontri e conferenze, manifesti e oggetti ispirati a personaggi fantastici dell’immaginario collettivo, eroi, supereroi, mostri… “La bomba – L’era atomica, fine del mondo e fascino pop” guida il visitatore in un percorso ben strutturato e molto ricco, che inizia dalla scoperta dell’atomo da parte di John Dalton ai primi dell’Ottocento (sua la famosa legge delle proporzioni multiple, preceduta dalle altrettanto importanti leggi di Lavoisier e di Proust), per passare attraverso la scoperta delle particelle subatomiche e della radioattività. Pierre e Marie Curie, Thomson, Rutherford e Bohr sono solo alcuni degli scienziati – Premi Nobel che hanno dato, già nei primi anni del XX secolo, contributi fondamentali allo studio dell’atomo, fino a giungere all’indagine sull’energia contenuta nel nucleo atomico. In questo campo ecco emergere le figure di Enrico Fermi, con la scuola di via Panisperna, e di Oppenheimer, con il progetto Manhattan (cui partecipò anche Fermi). Il dibattito sull’utilizzo di tale energia continuò negli anni del secondo conflitto mondiale; ma la bomba atomica, utilizzata dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki nell’agosto 1945, dimostrò che la costruzione a scopi militari di un’arma di distruzione di massa fu la prima e spaventosa scelta. Collegati a questo tragico periodo, così come al successivo dopoguerra e agli anni della guerra fredda, vengono esposti moltissimi manifesti, libri, riviste, pagine di quotidiani, fotografie, vignette, fumetti, giochi. In alcuni video sono presentati brevi spezzoni di film e animazioni dai titoli significativi, come “L’ultima spiaggia” di Stanley Kramer (1959), “A prova di errore “ di Sidney Lumet (1964), “Quando soffia il vento” di Murakami (1986), “Akira” di Katsuhito Otomo(1988). Non poteva mancare anche una scena del recentissimo e splendido “Oppenheimer” di Nolan (2023). Godzilla, una sorta di gigantesco, terrificante dinosauro risvegliato dagli abissi oceanici e trasformato dall’energia atomica, frutto dell’immaginazione del giapponese Tanaka all’inizio degli anni ‘50, rappresenta l’incarnazione della paura del nucleare come fonte di catastrofi per l’umanità. Ha avuto un enorme successo: dal 1954 ad oggi gli sono stati dedicati moltissimi film (una quarantina), serie di cartoni, riviste di fantascienza. Il percorso espositivo dedica ampio spazio sia a Godzilla che ad Hulk, creato nel 1962 come personaggio di fumetti ad opera dello scrittore Stan Lee e dell’artista Jack Kirby (“The Incredible Hulk”). Questo mostruoso umanoide verde, enorme e aggressivo, non è altro che lo scienziato Bruce Banner, contaminato accidentalmente da raggi gamma e in seguito soggetto a questa terribile e involontaria trasformazione fisica, se sottoposto a stress emotivo: una sorta di ibrido tra la creatura di Frankenstein e il dottor Jekill/mister Hide, ma generato da mutazioni genetiche indotte. Le patologie da esposizione a radiazioni sono una grave, reale minaccia per la salute, associata a un utilizzo anche pacifico dell’energia atomica: il disastro di Chernobyl e i rischi legati alle centrali nucleari sono temi affrontati da film e fumetti a partire dagli anni ‘80-’90. Pure in questa sezione il materiale presente è di grande interesse e motivo di riflessione. Un suggerimento per i visitatori di questa bellissima, imperdibile mostra: al bookshop si può acquistare un testo del 2023 dal titolo significativo: “Disarmo nucleare – è ora di mettere al bando le armi nucleari, prima che sia troppo tardi”, di Francesco Vignarca, astrofisico e pacifista. Una lettura quanto mai attuale!

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