Graditissimo il ritorno della pianista georgiana Elisso Virsaladze, ospite delle Serate Musicali del Conservatorio sin dal 1992. Da oltre trent’anni, questa straordinaria interprete, formatasi nella scuola pianistica russa, propone programmi che esaltano la sua sorprendente sensibilità, filtrata attraverso una delle più prestigiose tradizioni interpretative. Ieri sera, di fronte a un pubblico numeroso nella Sala Verdi, ha offerto un raffinato recital interamente dedicato a Chopin, articolato in due parti ben distinte. La prima comprendeva
la Polacca-Fantasia op. 61 e la Sonata n. 3 in Si minore op. 58, due pagine di grande respiro che hanno subito messo in luce la profondità della sua lettura musicale. Dopo l’intervallo, una sequenza di brani più brevi: due Notturni (op. 27 n. 1 e 2), sei Mazurche (op. 30 n. 4, op. 33 n. 1 e 2, op. 59 n. 1, 2 e 3) e due Valzer (op. 70n. 1 e op. 42 “Grande Valzer”). Ciò che continua a stupire in Virsaladze è l’incredibile discorsività del suo fraseggio, unita a una leggerezza di tocco ea una ricchezza timbrica che, all’età di ottantadue anni, restano intatte. La Polacca-Fantasia, ultima della serie delle Polacche, si distingue per la sua complessità formale e la straordinaria varietà di colori: nella sua interpretazione, la pianista ha immediatamente rivelato una profondità meditativa fuori dal comune. Nella Sonata n. 3, con i suoi quattro movimenti di forte contrasto espressivo, ha offerto una visione lucida e strutturata dell’intera architettura musicale. Nella seconda parte del concerto, i brani scelti hanno restituito un autentico Chopin. I due splendidi Notturni – in particolare l’op. 27 n. 2, esemplare per profondità espressiva – hanno incantato per il loro lirismo. Le sei Mazurche, eseguite senza soluzione di continuità, hanno brillato per chiarezza di dettaglio e sapiente articolazione delle linee sonore. Infine, i due Valzer, eseguiti con naturalezza e leggerezza ma perfettamente equilibrati, hanno confermato ancora una volta l’assoluta padronanza di questa grande interprete. Il pubblico, entusiasta, ha tributato calorosi applausi e omaggi floreali. In risposta, Virsaladze ha concesso due bis chopiniani: una Mazurca, I’ Op.68 n.2 in la minore, e un Valzer, l’op.34 n.1 in la diesis maggiore, chiudendo una serata di altissimo livello artistico. Concerto memorabile.
4 febbraio 2025 Cesare Guzzardella