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La Palazzina Liberty di Milano tra incuria e indifferenza

Attraversando il Parco Formentano, che si estende per 72.000 mq a Porta Vittoria tra viale Umbria, corso XXII Marzo, via Cadore e via Anfossi, si arriva ad ammirare la Palazzina Liberty, progettata nel 1908 dall’architetto Alberto Migliorini. Ospitava, all’origine, un caffè-ristorante-centro di contrattazioni all’interno del Mercato Ortofrutticolo, che si era trasferito – da piazza Santo Stefano e poi dal Verziere – in questa zona, nel 1911. Il mercato fu poi nuovamente trasferito nel 1965 in via Lombroso, e divenne l’attuale Ortomercato: la Palazzina è dunque l’unico edificio rimasto in loco dall’inizio del Novecento, tutte le altre strutture furono abbattute. Purtroppo, dopo lo spostamento del mercato, la Palazzina cadde in uno stato di abbandono, mentre tutto intorno, su progetto dell’architetto Luigi Caccia-Dominioni, nasceva il Parco. Inaugurato nel 1969, privo però delle colline e della maggior parte delle fontane progettate, che avrebbero senz’altro abbellito il luogo, è in ogni caso una vasta zona verde, con una famosa opera (1967) dello scultore Francesco Somaini: il monumento ai Marinai d’Italia caduti nella II Guerra Mondiale, con un’alta Onda-Vittoria di bronzo di fronte a una grande vasca, tra zampilli e un potente getto d’acqua centrale. Il parco nell’insieme potrebbe essere tenuto molto meglio: si osservano prati spelacchiati, “camminamenti” che hanno tolto il manto erboso, aree giochi e aree cani che richiederebbero una manutenzione più frequente. Mancano aiuole e bordure fiorite, che caratterizzano invece i parchi di altre città europee. Rifiuti e cartacce, in particolare vicino alle panchine, non sono certo una rarità: purtroppo la maleducazione di molti gioca una parte importante nel degrado. È però proprio lo stato in cui versa la Palazzina – chiusa dal febbraio 2022 – che lascia davvero desolati, nonostante il restauro del 1992, altri interventi negli anni e i lavori in corso (che sembrano però procedere con eccessiva lentezza): i muri e le decorazioni sono orrendamente imbrattati da scritte, e lattine, bottiglie, perfino scatole di cartone per pizze si accumulano intorno, creando una specie di piccola discarica. Si auspica che una volta ultimati i lavori – il cui termine è previsto per l’estate 2026 – la Palazzina venga finalmente protetta da una cancellata adeguata, altrimenti gli assalti dei vandali continueranno. Milano deve riappropriarsi al più presto di un luogo e di uno spazio davvero incantevole, pieno di luce grazie alle grandi vetrate, dove possano svolgersi ancora concerti o spettacoli, in una sala da 200 posti: Dario Fo e Franca Rame, cui nel 2017 è stata dedicata la Palazzina, la utilizzarono dal 1974 al 1980 per il loro “Collettivo Teatrale La Comune”. Successivamente ha ospitato la Civica Banda di Milano, poi la stagione concertistica dell’Orchestra da Camera Milano Classica, e dal 2005 al 2015 è stata sede della Casa della Poesia.

2 marzo 2025 A.B.

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