Un programma particolare e ben articolato quello scelto dal direttore d’orchestra Marco Angius per la serata organizzata dalla Società dei Concerti.
Tre brani, presentati non in ordine cronologico e molto diversi tra loro per stile e linguaggio, hanno dato vita a un concerto di grande successo, mettendo in luce le qualità interpretative dell’Orchestra di Padova e del Veneto (OPV). L’apertura del concerto è stata affidata al Divertimento per archi (1939) di Béla Bartók, un’opera intensa e complessa, che Angius ha saputo rendere con grande profondità, grazie a un’attenta definizione delle sonorità. Il brano, strutturato in tre movimenti (Allegro non troppo, Molto adagio, Allegro assai), si distingue per il contrasto tra passaggi lirici e sezioni più ritmiche e folcloristiche, caratteristiche tipiche del compositore ungherese. L’OPV ha dimostrato un’eccellente coesione e una notevole sensibilità nell’interpretazione, valorizzando le sfumature espressive di questa partitura densa di tensione e drammaticità. A seguire, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 in do minore K 491 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), uno degli ultimi concerti per pianoforte del compositore austriaco. L’opera, caratterizzata da un primo movimento (Allegro) di grande intensità, condivide con Bartók un forte impatto espressivo. Alla tastiera, la pianista Leonora Armellini, già nota al pubblico per il suo brillante piazzamento al Concorso Internazionale Pianistico Chopin di Varsavia, ha offerto un’interpretazione raffinata ed elegante.

La sua esecuzione si è distinta per nitore espressivo, fluidità, leggerezza di fraseggio e un perfetto equilibrio con la direzione energica di Angius. Il pubblico ha particolarmente apprezzato la sua performance, tanto da richiedere un bis, che la Armellini ha concesso con lo Studio op. 10 n. 12 di Fryderyk Chopin (1810-1849), eseguito con maestria e passione. Dopo un breve intervallo, la serata si è conclusa con un ritorno al classicismo, grazie alla Sinfonia n. 103 in mi bemolle maggiore “Col rullo di timpano” di Franz Joseph Haydn (1732-1809), una delle più celebri del compositore.

Il soprannome deriva dall’apertura del primo movimento, caratterizzata da un suggestivo rullo di timpano che cattura immediatamente l’attenzione. L’interpretazione dell’OPV è stata equilibrata e ricca di contrasti ben dosati, con un suono limpido e dinamico. Il pubblico ha dimostrato il proprio apprezzamento con applausi calorosi, chiudendo così una serata all’insegna della grande musica.