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L’Orchestra Filarmonica di Zagabria diretta da Dawid Runtz con il corno di Radovan Vlatković

Un concerto nella tradizione, diversificato e di ottima qualità, quello proposto ieri sera al Teatro Dal Verme dall’Orchestra Filarmonica di Zagabria, diretta da Dawid Runtz, con la partecipazione del celebre cornista zagabrese Radovan Vlatković. Il programma prevedeva l’esecuzione della celebre Sinfonia n. 6 Op. 74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, preceduta nella prima parte da due brani meno noti in Italia, ma di grande impatto espressivo. Ad aprire la serata è stato un breve brano di Jakov Gotovac (1895-1982), compositore croato di Spalato. La Danza sinfonica op.12, ricca di riferimenti folcloristici, è stata eseguita con precisione e chiarezza

dall’orchestra, ben guidata dalla direzione accurata di Runtz. L’ingresso in scena di Radovan Vlatković ha segnato l’inizio del secondo brano in programma: il Concerto per corno e orchestra in si bemolle maggiore Op. 91 di Reinhold Glière (1875-1956), compositore nato a Kiev e morto a Mosca. Questo concerto, caratterizzato da una spiccata tensione melodica, è stato valorizzato dal suono limpido e incisivo del corno di Vlatković. Con il sostegno

delle eccellenti timbriche della Filarmonica, il solista ha offerto un’interpretazione di grande efficacia in tutti i tre classici movimenti. Gli applausi entusiasti del numeroso pubblico hanno premiato l’esibizione, culminata in un bis concesso dal cornista: un brano del compositore ungherese Mátyás György Seiber per quartetto di corni, intenso e ricco di espressività, eseguito insieme a tre colleghi dell’orchestra. Applausi calorosi e meritatissimi. Dopo un breve intervallo, la seconda parte del concerto ha visto protagonista la celebre Patetica, ultima sinfonia di Čajkovskij. L’esecuzione ha messo in luce le qualità della Filarmonica di Zagabria e il talento del giovane direttore polacco Dawid Runtz. Formatosi con maestri del calibro di Riccardo Muti e Daniele Gatti, Runtz ha dimostrato un gesto elegante e incisivo, capace di ottenere il meglio da ogni sezione orchestrale. L’Op. 74 in Si minore, ricca di contrasti e sfumature dinamiche, ha evidenziato anche il virtuosismo degli strumentisti. Il movimento finale, un Adagio lamentoso di straordinaria intensità e introspezione, è stato eseguito con grande sensibilità, fino al lungo e suggestivo silenzio conclusivo. Applausi prolungati e numerose chiamate al proscenio per il direttore e l’orchestra. La replica del concerto è prevista per sabato 18 gennaio alle ore 17.00. Un appuntamento da non perdere!

17 gennaio Cesare Guzzardella

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