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Musica del Novecento e Contemporanea alla Scala


Lā€™Ensemble ā€œGiorgio Bernasconiā€ dellā€™Accademia Teatro alla Scala, specializzato nel repertorio del Novecento e contemporaneo, si ĆØ esibito ieri pomeriggio nel Ridotto dei Palchi ā€œA. Toscaniniā€.

I giovanissimi strumentisti, diretti da Wilson Hermanto, hanno trovato ottimi solisti nella viola di Simonide Braconi, prima viola dellā€™Orchestra del Teatro alla Scala, nel violino di Francesco Manara, primo violino della stessa orchestra, e nella giovane pianista malese Magdalene Ho, giĆ  esperta interprete della musica contemporanea. Il programma, di notevole interesse, si ĆØ aperto con un brano di Simonide Braconi, giĆ  apprezzato anche come compositore. Il suo recente Il canto del silenzio per viola e archi, composto durante il periodo della pandemia, intende evocare proprio quel difficile momento, come spiegato dallo stesso autore. Il brano, della durata di circa quindici minuti, ĆØ stato interpretato con grande sensibilitĆ  dai giovani orchestrali, guidati con competenza da Hermanto. La parte solistica, affidata a Braconi, ha saputo restituire tutta la tensione narrativa del pezzo, arricchita da timbri scuri e profondi degli archi. Lo stile, vicino allā€™espressionismo di Berg, si fonda su un linguaggio melodico sospeso tra tonalitĆ  e atonalitĆ , capace di esprimere con forza emotiva il dramma evocato. Un lavoro particolarmente riuscito, accolto con calorosi applausi dal numeroso pubblico presente. Il secondo brano in programma, il Concerto in Re per archi (1946) di

Igor Stravinskij, strutturato in tre movimenti (Vivace, Arioso e RondĆ²), ha portato sul palco il tipico spirito neoclassico del grande compositore russo. Anche in questo caso, lā€™esecuzione dellā€™ensemble si ĆØ dimostrata di alto livello. Il concerto si ĆØ chiuso con lā€™impegnativo Kammerkonzert di Alban Berg, per violino, pianoforte e fiati (1923ā€“25), il brano piĆ¹ articolato e complesso della serata. Lā€™espressionismo bergiano e lā€™uso della tecnica dodecafonica hanno trovato eccellenti interpreti nel violino di Manara, nel pianoforte della Ho, e nellā€™ensemble di fiati, in particolare grazie alla

precisione degli ottoni, capaci di restituire un impatto sonoro potente e ben calibrato. Il concertato tra violino e pianoforte, alternando momenti solistici e dialogici, ĆØ stato valorizzato dalla direzione attenta e minuziosa di Hermanto, dando vita a unā€™interpretazione di grande qualitĆ . Molto bravi gli orchestrali, che hanno confermato, anche nei passaggi piĆ¹ ardui, la solida formazione ricevuta presso lā€™Accademia scaligera. Applausi sentiti e convinti per tutti i protagonisti della serata. (Foto di C.G.)

05-04-25 Cesare Guzzardella

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