Fino a domenica 16 marzo è in scena al Teatro Parenti “Pirandello Pulp”, del drammaturgo pavese Edoardo Erba, con la regia di Gioele Dix. Protagonisti Massimo Dapporto (Maurizio) e Fabio Troiano (Carmine) che, in una scena che dovrebbe essere quella approntata per rappresentare la commedia Il giuoco delle parti di Pirandello, di cui Maurizio risulta il regista, intrecciano dialoghi spesso surreali scambiandosi ruoli, celandosi dietro maschere che poi svelano altre maschere, in un teatro nel teatro: un vero lavoro pirandelliano. Vi è un chiaro richiamo anche ai Sei personaggi in cerca di autore, dove il gruppo teatrale sta facendo le prove proprio per Il giuoco delle parti. Pirandello, la cui gigantografia compare al centro della scena dietro una porta, quando viene aperta, è in realtà platealmente accusato – da Carmine, che si presenta come “datore di luci”, ossia elettricista teatrale – di essere prolisso e poco moderno nei suoi testi. Il lavoro quindi si dipana, tra citazioni e riferimenti a opere pirandelliane, intorno al tentativo di rendere più attuale la commedia, che viene tagliata in più punti e ambientata in un parcheggio, vicino a un campo nomadi. L’idea paradossalmente è di Carmine, che propone a Maurizio – in grado di passare da un’iniziale forte perplessità ad un esagerato entusiasmo – di trasformare i personaggi di Leone, Silia e Guido rispettivamente in un cuckold, una sweet e un bull (termini usati per indicare un particolare triangolo erotico).

Dapporto e Troiano sostengono con brio divertente e innegabile abilità recitativa una trama intessuta di doppi sensi – spesso sessuali, ma mai volgari – che rivela anche, verso la fine, numerosi colpi di scena (forse troppi) e a volte resta in bilico tra la metafora e il nonsense. Applausi dal numeroso pubblico in Sala Grande.