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Recital di Mitsuko Uchida al Teatro alla Scala

Nell’ambito della rassegna Grandi Pianisti alla Scala, ieri sera il teatro gremito ha accolto il recital di Mitsuko Uchida, pianista giapponese tra le più richieste a livello internazionale da oltre cinquant’anni. Il programma prevedeva due celebri sonate classiche ai lati del repertorio: in apertura la Sonata n. 27 in mi minore op. 90 di Beethoven e, in chiusura, la Sonata in si bemolle maggiore D960 di Schubert. Al centro, due brani di epoca più recente: i Drei Klavierstücke op. 11 di Arnold Schönberg e, a introdurre Schubert, il brevissimo Márta ligatúrája di György Kurtág. L’interpretazione dell’Op.90 beethoveniana ha rivelato subito la cifra stilistica della Uchida, fondata su una lettura analitica e razionale del brano. L’esecuzione, ben calibrata nelle sonorità e nella definizione di ogni elemento strutturale, ha restituito un’interpretazione di ottima qualità. I successivi Drei Klavierstücke op. 11 di Schönberg,

composti nel 1909 ed esempio straordinario di libera atonalità, hanno messo in luce l’eccellenza della Uchida nell’affrontare repertori ancora ostici per il grande pubblico. La sua lettura si è distinta per chiarezza, precisione e capacità di mettere in evidenza la complessa architettura del brano, con un’articolazione dinamica ben definita e timbriche finemente cesellate. Notevole anche l’esecuzione di Marta ligatúrája, il breve omaggio al novantanovenne Kurtág, concepito come ponte ideale verso l’imponente sonata schubertiana. Considerata una delle più grandi interpreti di Schubert, Uchida ha offerto una lettura della Sonata D960 caratterizzata da un particolare respiro nei primi due movimenti –Molto moderato e Andante sostenuto-, in contrasto con la maggiore incisività e la scorrevolezza dello Scherzo e dell’Allegro ma non troppo conclusivo. La restituzione nel suo insieme è stata di alto livello, mettendo in luce la notevole espressività di un’artista settantaseienne, ancora capace di trasmettere intense emozioni all’ascoltatore più attento e riflessivo. Al termine del concerto, il pubblico ha tributato fragorosi applausi a un’interprete visibilmente soddisfatta. Nessun bis.

10 marzo 2025 Cesare Guzzardella

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