giovedì, Aprile 3, 2025
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Slow Wine 2025

• 25700 vini assaggiati 

• 2000 cantine recensite 

1185 cantine che praticano agricoltura biologica/biodinamica certificata o sono in conversione 

• 144 nuove cantine in guida 245 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste 

• 183 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica

 • 59 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo

• 177 locali del Bere Slow 

• 277 video delle visite in cantina visualizzabili attraverso il QR Code

 448 cantine che offrono ospitalità  • 488 cantine che offrono ristoro 

• 973 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini

Gli esperti a 500 produttori riuniti a Milano: «Vini di pronta beva al confronto con il clima che cambia? Sperimentate e divertitevi, andate incontro alle nuove tendenze del mercato, ma siate onesti e non tradite la vocazione dei vostri terroir»

Già disponibile nello store di Slow Food Editore, in tutte le librerie dal 23 ottobre, la Guida recensisce solo cantine che non praticano diserbo chimico in vigna. Con 2000 cantine (stesso numero complessivo dell’anno scorso) e 144 novità, fotografa un’Italia del vino in cui produttori e natura non sono in antitesi

Novità della 15esima edizione i Best Buy: il miglior vino al miglior prezzo in tutte le categorie recensite è il segnale politico di una guida che vuole consigliare la qualità a tutti i consumatori

Di fronte alle nuove richieste del mercato e alla crisi climatica – le due tendenze che in questo momento all’apparenza vedono contrapporsi i vini di pronta beva a quelli più strutturati e complessi – il ruolo di tutte le persone coinvolte nella filiera e nella narrazione del vino rimane sempre lo stesso, e cioè ricordare all’appassionato, come anche all’avventore occasionale, che dietro a ogni calice c’è il percorso di un produttore, la storia di un territorio da raccontare, la tradizione di un vitigno che resiste. Tutti elementi che superano d’importanza il dibattito sulla quantità di alcol o il trend del momento.

Ad affermarlo davanti a una platea di 500 produttori di vino da tutte le regioni italiane sono stati gli esperti coinvolti nel convegno Il mercato chiede vini di pronta beva, ma il clima la pensa diversamente di presentazione della 15esima edizione della Guida Slow Wine – oggi al Superstudio Maxi di Milano insieme alla grande degustazione che vede oltre 1000 vini in mescita – Jeff Porter, sommelier e giornalista Wine Enthusiast Magazine per il Nord Italia, e Luca Sarais, di Cantine Isola, enoteca a Milano. 

Molte cantine guardano al mercato statunitense con preoccupazione rispetto alla crescente richiesta di vini con meno alcol. «Ma meno non significa che il vino sia inferiore, significa cercare più finezza. Un paese di 345 milioni di persone ha una diversità di palati, generazioni, idee, usi e finanze. Ciascuno di questi fattori incide sulle abitudini dei consumatori. Ciò che è popolare a New York City non è sempre lo stesso a Houston. La ricerca di vini non così “bombastici” non ferma di certo il mercato, sono sempre apprezzati intensi Cabernet Sauvignon della Napa Valley, Super Tuscan, ma anche Barolo e Barbaresco tradizionali. L’equilibrio è la chiave» sottolinea Porter, che esorta i numerosi produttori presenti a sperimentare. «Fate il vino della vostra regione, restate fedeli alla tradizione e condividete il vostro terroir con il mondo. Ma perché non sperimentare e divertirvi anche un po’? L’importante è non far passare un vino per qualcosa che non è».

«Dal calice più semplice a quello più pregiato, dal Conegliano allo Champagne, dal Chianti Classico all’Amarone, passando da Loira, Borgogna, Bordeaux e Mosella: non abbiamo una carta dei vini, ma uno scaffale da cui attingere, assaggiare e sperimentare, con una selezione che cerca di soddisfare una clientela eterogenea come quella milanese. Oggi, purtroppo – o per fortuna –  il cambiamento climatico richiede maggiori accortezze, sia nella coltivazione che nelle fasi successive della produzione. Dobbiamo far comprendere questo ai nostri avventori, trasmettendo una cultura del vino più attenta a questi temi» sottolinea Sarais. 

E proprio per andare incontro a un mondo come quello del vino, che evolve sia nelle modalità produttive che nel gusto dei consumatori, Slow Wine 2025 esordisce con i Best Buy, il nuovo riconoscimento che sostituisce il Vino Quotidiano. La guida segnala una selezione di Top Wine che, nelle rispettive denominazioni e tipologie, offrono un prezzo eccezionale. «Non si tratta solo di una novità tecnica che pone la guida al passo con i tempi. Proporre il miglior vino al miglior prezzo vuol dire dare una indicazione utile e accessibile a tutti i lettori che cercano un riferimento per orientarsi nel mondo della vitivinicoltura pulita e sostenibile. Una segnalazione quindi non puramente estetica, ma che ha radici molto lontane: nel Manifesto di Slow Food dell’89, scritto dai nostri padri fondatori, si parla di diritto al piacere. Un diritto che per noi è fondamentale, ma deve essere per tutti. Da qui nasce la nostra idea di segnalare vini per noi buonissimi dal punto di vista organolettico, Top Wine che però allo stesso tempo hanno un prezzo più accessibile. E con piacere stiamo notando che le cantine che lo hanno ricevuto lo stanno promuovendo, quindi è stata una novità apprezzata, in primis dai produttori» evidenzia il curatore della guida Giancarlo Gariglio.

I Best Buy segnano un passo importante nell’evolversi della guida che in 15 anni ha intercettato tendenze ma anche stimolato i produttori a lavorare non in antitesi con la natura, ma seguendone segnali e ritmi. Lo testimonia l’altra novità importante di Slow Wine 2025: «Il prerequisito per essere in guida è stato per la prima volta la scelta di non utilizzare il diserbo chimico in vigna. Credo sia un passo importante verso un diverso rapporto tra vino e ambiente, in cui la natura non è un elemento da proteggere soltanto. È necessario creare una relazione armonica con la natura, per far sì che dalla sua tutela nascano benefici economici per chi pratica l’agricoltura. Aver mantenuto lo stesso numero segnalazioni dell’edizione scorsa, circa 2000 cantine con 144 novità, indica che il settore sta già rispondendo alla necessità di produrre vini buoni, puliti e giusti, che guardano al futuro delle prossime generazioni con ottimismo» sottolinea Federico Varazi, vice presidente di Slow Food Italia ricordando il manifesto Slow Food per il vino, già sottoscritto da migliaia di produttori in tutto il mondo, entrati così a far parte della Slow Wine Coalition.

A ricordarci il prossimo appuntamento con i vini buoni, puliti e giusti è Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Food & Beverage, BolognaFiere Spa, che ospita la quarta edizione della Slow Wine Fair, dal 23 al 25 febbraio 2025, in una inedita sinergia con SANA Food tesa a rafforzare l’identità dei due eventi. Una contemporaneità non casuale che, ancor più che nelle passate edizioni, farà della manifestazione la fiera italiana maggiormente focalizzata sulla produzione biologica, con l’obiettivo dichiarato di rivitalizzare il suolo e di trasmetterlo alle future generazioni più sano e meno inquinato.

La guida Slow Wine 2025 è stata dedicata da tutti i collaboratori a Paolo Camozzi, storico vice curatore, prematuramente scomparso quest’anno. Dedica accolta con un sentito e commosso applauso da tutti i produttori.

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