A poco più di un’ora d’auto da Milano, nel Varesotto, si trova un borgo che già Gabriele D’Annunzio definiva “un’isola toscana in Lombardia”: è Castiglione Olona, dalle origini antiche, probabilmente del V secolo d.C., anche se il primo documento importante risale all’XI secolo. Fu Branda Castiglioni (1350-1443), che divenne cardinale e fu influente amico e consigliere di ben quattro papi e dell’imperatore del Sacro Romano Impero Sigismondo, a dare, nel XV secolo, una svolta importante al luogo, trasformandolo in una “mistica cittadella fiorentina (…) su un colle lombardo”. Mecenate e uomo di vasta cultura umanista, Branda Castiglioni chiamò pittori e artisti, architetti, urbanisti, e lasciò tracce preziose che meritano di essere ripercorse. Oggi purtroppo il borgo è un po’ in declino: poco più di 7000 abitanti, negozi quasi scomparsi, un solo bar-trattoria nella piazzetta centrale; a vivacizzare l’atmosfera un mercatino di artigianato ogni prima domenica del mese. Il turismo culturale certo permane, vista la bellezza del palazzo Castiglioni e della Collegiata, in un contesto che mantiene scorci suggestivi, angoli romantici, scalinate, stradine acciottolate, ponti medioevali sul fiume Olona, dalle acque ancora trasparenti. Diversi i lavori di restauro in atto nel paese, che dovrebbero migliorare gli edifici; occorrerebbe anche rendere più visibile l’ingresso al borgo antico, segnalandolo meglio e rendendo più bella la grande aiuola presente (attualmente senza fiori, con un insignificante monumento al centro). Lasciata l’auto nel parcheggio vicino, con una piacevole e breve passeggiata si raggiungono a piedi le mete più interessanti: lo storico Palazzo Branda Castiglioni, la Chiesa di Villa, la magnifica Collegiata, lo splendido Battistero. Suscitano ammirazione e meraviglia soprattutto gli affreschi del pittore toscano Masolino da Panicale, appellativo di Tommaso di Cristoforo Fini (1383 – 1447), qui giunto nel 1435. Nel Palazzo Branda Castiglioni, che presenta una bella loggetta e camere affrescate, una parete presenta un suo paesaggio montuoso della zona di Vezprem (Ungheria), di cui era stato conte il Branda; le montagne appaiono bianche, sormontate da castelli o villaggi, in un’atmosfera quasi misteriosa. Si tratta del primo affresco che ha come soggetto solo un paesaggio, seppur trasfigurato e quasi metaforico. Ma le opere più affascinanti di Masolino si trovano nella Chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo (Collegiata) e nel Battistero dove dominano gli interni, rispettivamente, scene della vita di Maria nelle vele della volta absidale ed episodi della vita di Giovanni Battista, in un susseguirsi di volti e figure di grande bellezza, che generano una sorta di racconto spesso ispirato ai vangeli apocrifi. Studi anatomici preziosi traspaiono dalla pittura di corpi seminudi ritratti nel bellissimo Battesimo di Cristo, dove il fiume Giordano sembra confluire nel fonte battesimale. Anche gli angoli dei muri e le nicchie delle pareti sono oggetto, per Masolino, di utilizzo artistico-architettonico, per creare spazi e profondità dove le scene acquistano un aspetto tridimensionale. Accanto ai capolavori di Masolino si possono pure ammirare opere del senese Vecchietta, al secolo Lorenzo di Pietro (1410-1480). Di questo pittore -ma anche scultore e orafo – compare un interessante autoritratto affrescato nella Collegiata. (Per informazioni su orari, accessi, prenotazioni delle visite guidate: https://www.museocollegiata.it/ )




