Il concerto ascoltato ieri nel tardo pomeriggio al MaMu – Magazzino Musica di via Soave 3 si è rivelato di particolare interesse per il programma proposto, incentrato sulla musica strumentale tra la fine del Cinquecento e il Seicento. Un repertorio che ha dato spazio a compositori prevalentemente italiani, alcuni poco noti, altri più celebri e frequentati, come Girolamo Frescobaldi e Arcangelo Corelli.
La musica del tardo Rinascimento e del primo Barocco ci riconduce a sonorità antiche, spesso di origine popolare, dove l’elemento improvvisativo gioca un ruolo essenziale. Ad interpretarla con grande maestria sono stati tre eccellenti musicisti del Trio Lux Terrae Baroque Ensemble, accolti nell’ospitalità del MaMu, uno spazio dedicato a libri, strumenti, conferenze e concerti. Sul palco si sono esibiti Neyza Copa al violino barocco, Issei Watanabe alla viola da gamba e al violoncello, e Gabriele Marzella, clavicembalista e presentatore della serata.

Il trio ha dato vita a un’esecuzione intensa ed espressiva di danze, madrigali, toccate e sonate, valorizzando il linguaggio musicale di autori come Dario Castello (1590-1658), Jacques Arcadelt (1507-1568), Girolamo Frescobaldi (1583-1643), Vittoria Aleotti (ca. 1575-1620), Giovanni Battista Fontana (1580-1630), Francesco Rognoni (XVI sec. – post 1626), Marco Uccellini (1603-1680), Andrea Falconieri (1585-1656) e Arcangelo Corelli (1653-1713).

Tra i momenti più suggestivi, va citata la trascinante Folias echa para mi Señora Doña Tarolilla de Carallenos di Andrea Falconieri, un tripudio di danze dai ritmi accesi. Notevole anche la Sonata VIII per violino e violone o cembalo (Op. V) di Arcangelo Corelli, articolata nei quattro movimenti Preludio, Allemanda, Sarabanda e Giga, in cui la scrittura melodica prelude già allo stile del Settecento. Pur emergendo spesso la parte più melodiosa del violino di Neyza Copa, l’equilibrio tra i tre strumenti è stato sempre armonioso e avvincente, come dimostra anche una recente incisione discografica del gruppo. Un concerto di alto livello!
16 marzo 2025 Cesare Guzzardella