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Una maratona musicale in Conservatorio con Emilio Aversano

È stata una maratona musicale di grande impegno quella che ha visto  Emilio Aversano esibirsi insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta da David Crescenzi. Il pianista salernitano, noto per queste imprese, da anni si cimenta nell’esecuzione consecutiva e a memoria, anche di cinque concerti consecutivi per pianoforte e orchestra. Ieri sera, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, il programma ha incluso quattro lavori per pianoforte e orchestra, preceduti dall’esecuzione introduttiva dell’Improvviso in la bemolle maggiore op. 90 n. 4

di Franz Schubert (1797-1828). Successivamente, è stata eseguita la Fantasia in do maggiore D 760 “Wanderer-Fantasie”, nella trascrizione orchestrale di Franz Liszt (1811-1886). Rimanendo in un clima romantico, è seguito il Concerto per pianoforte in la minore op. 16 di Edvard Grieg (1843-1907). Dopo l’intervallo, il programma è ripreso con il Concerto n. 23 per pianoforte in la maggiore K 488 di Wolfgang

Amadeus Mozart (1756-1791) e si è concluso con il Concerto n. 1 per pianoforte in si bemolle minore op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893). In totale, poco meno di tre ore di musica, apprezzate da un pubblico piuttosto numeroso che è rimasto in Sala Verdi fino al termine, fatta eccezione per poche defezioni. L’Orchestra Filarmonica Marchigiana, guidata con precisione da Crescenzi, ha accompagnato con solidità ed espressività Aversano, un pianista che ha dimostrato una valida preparazione e uno stile in progressivo affinamento nel corso della serata. Nella Wanderer-Fantasie, il tempo scelto, piuttosto riflessivo, ha reso l’esecuzione meno coesa, con un equilibrio generale talvolta frammentato. Con il passaggio al concerto di Grieg, invece, il pianista ha trovato una maggiore fluidità e chiarezza espressiva, evidenziando un riuscito dialogo con l’orchestra e un più che buon approccio alle atmosfere romantiche. Dopo la pausa, il concerto mozartiano ha offerto i momenti più convincenti della serata. Aversano ha mantenuto un equilibrio complessivo adeguato, calibrando con attenzione il peso delle note e mostrando un tocco pulito e ponderato,

specialmente nell’Adagio centrale. I movimenti laterali, più vivaci, sono stati eseguiti con precisione e vitalità. Il concerto di Čajkovskij ha concluso la serata con una performance di valida resa, caratterizzata da un buon impatto sonoro nei movimenti più estroversi e una fluida coerenza stilistica. L’Andantino semplice è risultato equilibrato e curato. Gli applausi finali calorosi hanno sottolineato l’apprezzamento del pubblico, con diverse uscite sul palco da parte dei protagonisti. Prossimo concerto con Aversano e il Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia il 10 febbraio.

14 gennaio 2025 Cesare Guzzardella

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